giovedì 17 marzo 2011

L’Italia s’è desta. Dormito bene?



Fratelli, cugini e cognati d’Italia
Amici e conoscenti
L’Italia s’è desta. Dormito bene? Abbastanza.
Terra di santi che in vita furono assassini
Di navigatori che dovettero chiedere soldi e navi alle regine di Spagna o di Portogallo
E di poeti di cui rimane Sandro Bondi
Un paese dove gli immigrati si sentono italiani
E gli italiani non si sentono italiani

In che stato si è ridotto il nostro stato.

E d’altra parte cosa ti aspetti da un paese fatto come uno scarpone?
Uno stivale circondato d’acqua che ti ci bagni i piedi

lunedì 13 dicembre 2010

Un appello contro la fama nel mondo



Firmate anche voi questo appello contro la fama nel mondo
La fama che spinge i bassi a sfracellarsi da grattacieli altissimi
Contro il prurito suscitato dal proprio volto su uno schermo televisivo
Contro chi crede di conoscere persone che non sanno nemmeno che lui esista
Contro chi pensa che la fama renda immortale chi è morto in nome della fama
Contro chi vuole vedere il proprio volto andare in giro staccato dal corpo
Contro chi vorrebbe che altri sentissero la sua voce mentre lui non apre la bocca
Contro chi pensa che tutto questo sia normale
Firma un appello contro la fama nel mondo

venerdì 12 novembre 2010

Minculpop - haiku politico 1

"MENO PENSI PIU HAI TEMPO LIBERO"



venerdì 5 novembre 2010

Le colpe dei vinti: la storia dell’uomo che valeva una pietra

Quando le cose andavano bene i vinti erano già stati sconfitti.

Nella società del guadagno ogni persona vale per una cifra mensile. Più è alta quella cifra, maggior valore avrà la persona nei confronti degli altri e maggior peso avrà per la società la sua vita. Dal grado zero del barbone o dell’immigrato in su, fino ad arrivare a persone semi divine e ricche di ricchezza.

Nel mezzo c’è una vastissima fascia di persone che pur non essendo la feccia della società non valgono nulla di più di un punto qualsiasi della massa stessa.

Questa fascia intermedia funge da sciolina su cui scorrono gli ingranaggi della società. Con le loro otto ore al giorno di lavoro queste persone irrilevanti vedono il proprio corpo e la propria vita consumate e tritate dagli ingranaggi di un macchinario che non sono nemmeno in grado di percepire.




Tra di loro gli operai della fabbrica delle pietre. Ogni giorno ognuno di loro produceva 10 pietre. Alla fine del mese erano pagati con una pietra.

Finchè le cose andavano bene però questa massa informe di teste e corpi non si poneva domande. Faceva il suo lavoro senza chiedersi se ciò che stava facendo e che faceva per la maggior parte della sua vita avesse un significato o no; dava un valore al proprio lavoro dagli 800 ai 1500 euro al mese, chi più, chi meno. Amen.

Per gli operai della fabbrica il lavoro di un mese era una pietra.

Il fatto che avvitasse bulloni, vendesse televisori o spingesse dei tasti su un computer o fabbricassero pietre era irrilevante.

Ciò che già stava accadendo era che nell’ombra, mentre i più si accontentavano di vendere la propria vita al prezzo di una pietra, qualcuno accumulava montagne enormi di pietre proprio grazie al lavoro di questi molti.


Ciò che questi padronetti vendevano era la sicurezza. “Tu ti siedi lì per otto ore e io ti garantisco quei pochi spiccioli che ti sono sufficienti a pagare affitto, bollette a comprarti la televisione e la pizza e se non rompi le palle pure la macchina. Io ti do una bella pietra e tu stai zitto”.



Poi fu la crisi. Il caos. Il tacito accordo tra lo sfruttatore e lo stolto saltò in aria quando lo stolto si vide togliere la sicurezza, la libertà di non pensare al domani, che era l’unica cosa che davvero voleva nella vita. Il padronetto lo aveva licenziato perché non voleva rinunciare nemmeno a una delle pietre che aveva messo da parte quando nessuno lo stava guardando.



Ora il padronetto si trova tutti gli occhi addosso. Il padronetto sudaticcio era pieno di pietre. Le aveva nascoste nei pantaloni, dentro le scarpe, sotto il cappello a cilindro e dietro la schiena. “Guardate!” grida un uomo dal pubblico “è pieno di pietre che ha guadagnato con le nostre otto ore giornaliere di lavoro!”



E dicendo questo gli tirò in testa la sua pietra.

mercoledì 20 ottobre 2010

Dio preferisce gli atei

Ecco perché, con grande rammarico dei cattolici, Dio preferisce gli atei:




1 - Non lo pregano per farsi dare i numeri del lotto

2 - Non lo disturbano la domenica mattina

3 - Trovano perlomeno anti-igienico mangiarsi il suo corpo e bersi il suo sangue

4 - Non gli fanno le corna con Padre Pio

5 - Quando “si toccano” non mandano un prete a raccontarglielo



Per questi e molti altri motivi… Dio preferisce gli atei



lunedì 11 ottobre 2010

fac-simile di Bando pubblico trasparente e per tutti

Il nostro è un bando PUBBLICO e quindi APERTO a chiunque, senza alcun tipo di favoreggiamento e pregiudizio.


Può partecipare chiunque abbia i seguenti requisiti base strettamente connessi all’attività che dovrà svolgere:



- licenza elementare

- ami la pesca

- abbia una auto verde

- pesi 68 kg

- abbia raggiunto l’età di 48 anni

- lavori da almeno 5 anni nella posizione per cui è aperto il bando

- abiti in via Roma al civico 42

- abbia un cognome che finicta in …ini





Chiunque abbia queste caratteristiche è libero di accedere al concorso

venerdì 8 ottobre 2010

Fabrizio Corona si dà al teatro: "sarò il nuovo Carmelo Bene!"

Ci sono cose su cui non è opportuno ridere. Alcuni pensano che sia la morte di una persona. Altri pensano che sia Dio e i suoi parenti/amici. Io ritengo che sia la notizia che Fabrizio Corona si proclama il nuovo Carmelo Bene.

L’annuncio non può che deliziare i palati più raffinati. Finalmente gli amanti del teatro di ricerca che ancora piangevano il genio di Carmelo Bene potranno finalmente appagare la propria brama.

“Sto preparando un monologo a teatro, stile Carmelo Bene, dove racconto tutta la mia vita. Andrà nei dieci teatri più importanti d’Italia: debutto a Torino”. Ha dichiarato Fabrizio Corona.

Sebbene Fabrizio Corona sia noto ai più per problemi avuti con la giustizia, per ricatti, paparazzate, atti di bullismo, tatuaggi, rutti e presunte storie di sesso con esseri a metà tra l’uomo e la bestia, cela dentro di se lo spirito di un vero poeta e artista che aveva per anni dovuto tener sopito per non perdere la reputazione. Chi lo avrebbe mai detto? Sua madre no. Dopo il coming out di Tiziano Ferro che ha rivelato di essere gay shockando le fan anche l’outing di Corona artista di teatro sperimentale ha deluso molti pusher delle discoteche di Milano Marittima.

“Sarà un monologo sulla mia vita fatto in stile Travaglio”. Rilancia. E su questo ha ragione: si parlerà di processi, cocaina e di prostitute.

La cosa però che non mi fa ridere di questa faccenda che ai cuori più leggeri potrebbe sembrare ilare è che il Fabri Corona ha ragione. È lui il simbolo della nostra cultura, il legittimo erede di Bene, la differenza è che Corona riempirà i teatri come Bene non aveva mai fatto.