Visualizzazione post con etichetta paura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta paura. Mostra tutti i post

lunedì 12 luglio 2010

Il dottor Complotto: ovvero come imparai a non preoccuparmi e ad amare la cospirazione



Un successo clamoroso ottengono sempre più spesso le teorie del Complotto. Dietro ogni fenomeno, prevalentemente politico, ma non solo, che presenti una sfumatura di “mistero” (ovvero qualcosa di presumibilmente incognito o apparentemente poco chiaro) c’è subito una mente creativa che si arrovella per creare castelli sotterranei, reti occulte e misteri inquietatati.
Tra i maggiori successi del complottiano degli ultimi anni si ricordano il signoraggio bancario e l’attentato dell’11 settembre (che sarebbe stato fortemente voluto dalla CIA). Accanto a questi i grandi classici come gli alieni tenuti nascosti nelle basi segrete in stile Area 51, elezioni truccate, servizi segreti e chi più ne ha più ne metta.

La grande novità è però il ribaltamento della prospettiva.

La teoria del complotto, infatti, nasce negli anni ‘50 dai cittadini impauriti (Dalla guerra fredda? Dalla noia di vivere?) che iniziarono a teorizzare complotti in cui i potenti del mondo li fregavano a loro insaputa per grandi interessi occulti e dal sapore un po’ Jamesbondiano di conquista del mondo, ma con un retrogusto un po’ irriverente verso le istituzioni e quasi un po’ anarchico.

Oggi il gioco è ribaltato. Sono infatti gli stessi potenti a creare teorie del complotto per avere la solidarietà dei cittadini. Basta vedere la nostra piccola Italia dove il nostro piccolo primo ministro ha creato nell’immaginario diversi complotti per spaventare i cittadini e ottenere simpatia e compassione (nel senso di comune-sofferenza che avvicina i servi al padrone). Dopo il complotto dei magistrati che volevano “sovvertire l’ordine dello Stato facendo cadere il Governo e mettendomi in carcere” (cit. Berlusconi). L’ultimo ritrovato è il complotto delle intercettazioni “tutti gli italiani sono intercettati!”. Ma da chi? E per che cosa? Come si fa ad origliare milioni di persone? Esiste una nazione sotterranea di agenti che vivono nascostamente in sotterranei e seminterrati per conoscere le importantissime informazioni che scambiamo al telefono con amici e fidanzati sull’orario a cui incontrarsi alla pizzeria Da Gigi o la formazione scelta per il fantacalcio o con chi andremo al cinema la domenica?
In tutto questo panico diffuso per intercettazioni e processi mirati a sovvertire lo stato ci si dimentica troppo spesso di altri poteri ben più reali come la P2, senza teorie del complotto, lì il complotto c’era davvero ed è riuscito alla perfezione.

giovedì 22 ottobre 2009

La paura di dissentire (bastonate medianiche e il caso Errani)



Il messaggio è chiaro: “State attenti a quello che dite, abbiamo gli occhi puntati su di voi”. Il Grande Fratello ci sta guardando. Dopo aver assassinato mediaticamente Boffo continuano le intimidazioni volte a gambizzare a colpi di calunnie chi critica il Governo e chi pecca di bispensiero, come direbbe Orwell, ovvero di pensare male. Tutto, ovviamente, tramite i potenti mezzi di proprietà del potere: giornali e telegiornali.

In questi giorni è stata la volta di Vasco Errani, malmenato a più riprese da Il giornale. La colpa principale, potremmo dire il peccato originale, del presidente della Ragione Emilia Romagna è di essere il simbolo del buongoverno della sinistra emiliano-romagnola. Per questo doveva pagare.

La seconda notizia del Tg1 dell’edizione di ieri alle 20 è stata “minacce al presidente Berlusconi su Facebook”. Alla shockante notizia sono seguite le dichiarazioni dei volti cupi di Alfano e altri atterriti lacchè.
Sono fermamente convinto che l’uomo più potente d’Italia, protetto da migliaia di bodyguard addestratissime e dai servizi segreti sia sinceramente terrorizzato da quello che scrivono in internet quattro ragazzini di sedici anni. Strano che nessuno si sia mai lamentato delle migliaia di gruppi che incitano all’odio razziale di zingari, arabi, ebrei, gay o di quelli incitanti a omicidi eccellenti come “uccidiamo Costantino” o Mughini piuttosto che i Teletubbies o il gattino Virgola.

Tuttavia il punto è un altro. Nemmeno Facebook, nemmeno i blog, nemmeno i dissensi virtuali sono privati o segreti. Vogliono farci venire paura. Paura di esprimere le nostre opinioni perché quand’esse divenissero popolari potremmo ritrovarci nel mirino di qualche sicario armato di milioni di telespettatori davanti a cui svergognarti per colpe vere o false o per i calzini che indossi.

Il timore di dissentire o di “esporsi” che stanno provando a diffondere crea un clima irreale e inquietante. Ma c’è ancora chi ha il coraggio e la testardaggine di dire IO DISSENTO.