mercoledì 22 settembre 2010
E la pecora prese coscienza
La pecora fu scossa da un fremito.
Come aveva potuto per anni rimanere in mezzo a quel gregge?
Come aveva fatto a rimanere lì a brucare l’erba per tutto quel tempo? Come aveva potuto assecondare le voglie del pastore senza nessuna remora? Perché mai si era fatta complice di tali compagni di branco, si era fatta tosare ogni anno e aveva ceduto al pecoraio il suo prezioso latte per farne vile formaggio?
Come aveva potuto lasciarsi intimidire dai lontani ululati del lupo che l’avevano convinta a rimanere accanto agli altri? Eppure non aveva mai visto una sua compagna sbranata da un animale selvatico, ma ne aveva viste a decine finire sul girarrosto dei suoi protettori?
Cosa mai l’aveva spinta così a lungo ad aspettare di diventare il pasto di uno sconosciuto?
Non poteva più sopportare tutto questo!
Fu così che la pecora prese coscienza. Alzò il muso all’aria e disse: bee.
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mercoledì 8 settembre 2010
Il Discorso Qualunque

Non sai cosa dire? Devi fare un discorso per incitare le folle e temi di fare una figura di merda? Devi spronare i tuoi elettori/lavoratori/servitù ma non sai come? Prova con il DISCORSO QUALUNQUE POLIVALENTE
Ovunque si vada. Dal comizio politico alla presentazione della settimana del benessere alle terme di Castrocaro, da una conferenza stampa con Napolitano alla presentazione di dei nuovi cereali al gusto di mango-papaia, dall’assemblea soci di Confindustria alla sagra del formaggio di fossa di Grattacoppa il discorso che tu leader/presidente/CdA/promoter devi fare è il DISCORSO QUALUNQUE POLIVALENTE.
Non hai tempo di prepararti e di scoprire nel dettaglio se sta inaugurando la nuova sede di un’università di astrologia o un autolavaggio? Non sai se stai fondando un nuovo partito o se sei alla riunione di condominio? La tua risposta è nel DISCORSO QUALUNQUE POLIVALENTE
Ovunque si vada. Dal comizio politico alla presentazione della settimana del benessere alle terme di Castrocaro, da una conferenza stampa con Napolitano alla presentazione di dei nuovi cereali al gusto di mango-papaia, dall’assemblea soci di Confindustria alla sagra del formaggio di fossa di Grattacoppa il discorso che tu leader/presidente/CdA/promoter devi fare è il DISCORSO QUALUNQUE POLIVALENTE.
Non hai tempo di prepararti e di scoprire nel dettaglio se sta inaugurando la nuova sede di un’università di astrologia o un autolavaggio? Non sai se stai fondando un nuovo partito o se sei alla riunione di condominio? La tua risposta è nel DISCORSO QUALUNQUE POLIVALENTE

ECCO IL DISCORSO QUALUNQUE POLIVALENTE
(valido per ogni occasione, da evitare in caso di funerali)
“È un vero piacere presentare questa mattina/pomeriggio/sera il nostro nuovo ed entusiasmante partito/azienda/prodotto frutto di importanti RIFLESSIONI sulla situazioni del paese/settore-del-business e di fondamentali SINERGIE sul nostro territorio.
In questo tempo di CRISI che sta mettendo a dura prova il nostro paese/settore-del-business e in generale tutta l’economia è fondamentale FARE SISTEMA tutti assieme. Rimboccarsi le maniche e lavorare bene producendo importanti momenti di incontro e fruttiferi risultati come nella giornata di oggi.
Tengo PERSONALMENTE al progetto, a cui ho dedicato molti anni della mia vita (a voce più bassa per falsa modestia), e che vede in campo le molteplici sfaccettature della nostra area/settore. Un progetto che riesce ad UNIRE TRADIZIONE E INOVVAZIONE riuscendo a GUARDARE AL FUTURO senza dimenticare di tenere VIVA LA NOSTRA TRADIZONE.
SÌ (con enfasi per infondere ottimismo) perché il nostro partito/azienda/prodotto è l’inizio di un’avvincente sfida che porterà al rinnovamento e al superamento di questo empasse (è francese, non si legge la “e” finale) economico e sociale.
I nostri avversari-politici/concorrenti/vicini-di-casa non si curano della salvaguardia della nostra COLLETTIVITÀ, invece grazie al contributo di NOI TUTTI sarà possibile pensare a un paese/settore-del-business diverso più ETICO e VANTAGGIOSO non solo per pochi, ma PER TUTTI.
GRAZIE ad ognuno di NOI è possibile fin da ora creare un percorso NUOVO e INNOVATIVO.
Da OGGI possiamo dire finalmente di essere orgogliosi di essere di questo rinnovamento.
Da OGGI (ripetizione per aumentare il patos) possiamo dire finalmente di essere orgogliosi di essere di questo novo partito/azienda/prodotto”.
Grazie
Applausi
Strette di mani e baci (premurarsi di avere un paio di amici/figuranti-retribuiti in prima fila pronti a dare la prima pacca-sulle-spalle/abbraccio)
Nel caso fosse necessario un discorso più lungo ripetere da “tengo personalmente” a “innovativo” ad libitum.
In questo tempo di CRISI che sta mettendo a dura prova il nostro paese/settore-del-business e in generale tutta l’economia è fondamentale FARE SISTEMA tutti assieme. Rimboccarsi le maniche e lavorare bene producendo importanti momenti di incontro e fruttiferi risultati come nella giornata di oggi.
Tengo PERSONALMENTE al progetto, a cui ho dedicato molti anni della mia vita (a voce più bassa per falsa modestia), e che vede in campo le molteplici sfaccettature della nostra area/settore. Un progetto che riesce ad UNIRE TRADIZIONE E INOVVAZIONE riuscendo a GUARDARE AL FUTURO senza dimenticare di tenere VIVA LA NOSTRA TRADIZONE.
SÌ (con enfasi per infondere ottimismo) perché il nostro partito/azienda/prodotto è l’inizio di un’avvincente sfida che porterà al rinnovamento e al superamento di questo empasse (è francese, non si legge la “e” finale) economico e sociale.
I nostri avversari-politici/concorrenti/vicini-di-casa non si curano della salvaguardia della nostra COLLETTIVITÀ, invece grazie al contributo di NOI TUTTI sarà possibile pensare a un paese/settore-del-business diverso più ETICO e VANTAGGIOSO non solo per pochi, ma PER TUTTI.
GRAZIE ad ognuno di NOI è possibile fin da ora creare un percorso NUOVO e INNOVATIVO.
Da OGGI possiamo dire finalmente di essere orgogliosi di essere di questo rinnovamento.
Da OGGI (ripetizione per aumentare il patos) possiamo dire finalmente di essere orgogliosi di essere di questo novo partito/azienda/prodotto”.
Grazie
Applausi
Strette di mani e baci (premurarsi di avere un paio di amici/figuranti-retribuiti in prima fila pronti a dare la prima pacca-sulle-spalle/abbraccio)
Nel caso fosse necessario un discorso più lungo ripetere da “tengo personalmente” a “innovativo” ad libitum.
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Festival
- Comunque al Festival del cinema di Venezia preferisco quello di Berlino.
- Dici così solo perché non è in Italia!
- E ti pare poco?
- Dici così solo perché non è in Italia!
- E ti pare poco?
mercoledì 25 agosto 2010
La mappa delle vacanze
Ecco la mappa dei luoghi con più traffico di turisti. (Il giallo è la massima affluenza, il rosso è media, mentre i colori freddi sono per i paesi meno frequentati).
L'Italia è tra le nazioni più visitate assieme alla Spagna. Spicca però la città di Parigi e a sorpresa la Svizzera (da cui però molti passano per andare altrove).

Ecco uno zoom sul centro Europa.

martedì 10 agosto 2010
L’illegalità di lavorare un martedì d’agosto

Il piccolo dramma quotidiano del lavorare un martedì d’agosto consiste nel vedere il sole nel cielo ed infilarsi in una piccola stanza senza finestre a battere dei tasti di una testiera del computer.
Il piccolo, ma non effimero, dramma quotidiano di lavorare un martedì d’agosto è pensare alla gente in ferie che si diverte, o che magari si annoia, ma comunque è lontana da qui.
Il piccolo e ineluttabile dramma di lavorare un martedì d’agosto è vedere la scrivania del tuo collega di fronte vuota ed odiarlo.
Cammino sul marciapiede bollente per le strade deserte circondato da saracinesche abbassate. Incontro solo un tedesco con una cartina e il collo arrossato dal sole che cerca disperatamente un lembo d’ombra.
Poi entro in redazione ed è solo aria condizionata.
Dopo un attimo di refrigerio la sensazione di essere in una prigione fredda come la Siberia si impadronisce di me. Quell’aria algida e innaturale turba la mente già labile del giornalista… noto senza troppo stupore che i miei colleghi stanno uscendo di testa, dicono frasi senza senso, si insultano a vicenda senza motivo, perdono le staffe e fissano il lontano sole attraverso la finestra con sguardo omicida. Tutti impazziti, mentre uno strano silenzio ammutolisce le cornette solitamente gridanti e lamortenera si impadronisce di me.
Nella redazione semideserta si fanno i calcoli dei giorni che mancano alle ferie, ma intanto trovare le notizie pare impossibile. L’assessore è in ferie a Cuba, il politico è in vacanza alle Baleari, l’ufficio stampa è in Sardegna coi figli, il Comandante è a Lecce dai parenti, la segretaria è in ‘malattia’ ma pare che sia in montagna e il Presidente è “in riunione” (vigliacco!).
Nessuno risponde al telefono e se risponde ti dice “sono in barca mi richiami…” e cade la linea. Alle mail arrivano risposte automatiche con scritto “Sono in ferie, torno il 27 agosto, sarò in ufficio dal 30. Buone vacanze”. Maledetttttti.

Non è salubre lavorare d’agosto. Dovrebbe essere illegale. Incita all’odio, stimola a compiere crimini violenti “ed è contro natura più della sodomia” (cit. Benedetto Ratzinger).
Intanto gli amici, ignari o bastardi, chiamano “allora ci vediamo al mare?... come non vieni? Ah! Come! Ma non sei in ferie?”. Sì, sono in ferie, ma visto che “le notizie non dormono mai” (frase da superman) il nostro dovere civico di giornalisti è quello di lavorare sempre! Che boiata. In realtà d’estate non succede nulla. Tutti, e quindi anche “Le notizie” vanno in vacanza, comunque.
E il cervello si annacqua come un Calippo appoggiato su un lettino del bagno Padulo a Pinarella.
“Aaahhh!”
Un collega ha tirato le cuoia, scrivendo un redazionale sui pacchetti vacanza.
Un ultima postilla… a voi, cari amici che mi telefonate continuamente per ricordarmi che siete al mare, dico solo una cosa: Prima o poi andrò in ferie anch’io, e allora vi chiamerò tutti... Tutti!!
mercoledì 4 agosto 2010
Il giallo dei giallisti svedesi

Ogni moda che si rispetti è insensata. Il pantalone a zampa, la gelatina nei capelli, il baschetto alla Beatles o il baffo alla Freddy Mercury. Se è di moda tutto è concesso.. Però ci sono cose che superano la logica comune questo è il caso dei giallisti svedesi.
Tutto è iniziato con Stieg Larsson e i suoi tre gialli ambientati in Svezia. Poi la morte prematura dello scrittore ha gettato nel panico migliaia di lettori… e ora cose leggerò? Dovrò recuperare il vecchio Pavese o tirare su dalla cantina le Lettere di Jacopo Ortis? Macchè! L’amletico dilemma è stato risolto dopo che un talent scout di una nota casa editrice dopo numerose ricerche sul campo e un attento studio socio-semiotico ha fatto un’incredibile scoperta: la Svezia è piena, ma proprio piena di svedesi! Wow! Quindi basta fargli scrivere dei libri gialli e il gioco è fatto!
E allora via! Tutti a stampare “libri con omicidio” di qualche sconosciuto vattelapesca l’importante è che nel cognome ci fosse almeno una “ö” o una “å”. E qualcuno ha pure trovato qualche Larsson (che non era nemmeno parente del suddetto Stieg Larsson, ma che importa: è svedese!). E così abbiamo in libreria volumi di 500 pagine scritti da un alce o da un’aringa affumicata (tutti svedesi doc) e il giallo è diventato un prodotto tipico locale da impilare ottimamente sulla scaffalatura del libreria Billy IKEA.
Pare che il segreto sia proprio nel gene degli svedesi. Grazie a secoli di acciughe in scatola e salame di granchio affumicato, il dna ariano-svedese ha prodotto una qualche alchimia per cui gli svedesi (e solo gli svedesi) riescono a scrivere ottimi gialli e soprattutto a vendere tanto.
Infondo a chi interesserebbe mai un giallista finlandese?
Tutto è iniziato con Stieg Larsson e i suoi tre gialli ambientati in Svezia. Poi la morte prematura dello scrittore ha gettato nel panico migliaia di lettori… e ora cose leggerò? Dovrò recuperare il vecchio Pavese o tirare su dalla cantina le Lettere di Jacopo Ortis? Macchè! L’amletico dilemma è stato risolto dopo che un talent scout di una nota casa editrice dopo numerose ricerche sul campo e un attento studio socio-semiotico ha fatto un’incredibile scoperta: la Svezia è piena, ma proprio piena di svedesi! Wow! Quindi basta fargli scrivere dei libri gialli e il gioco è fatto!
E allora via! Tutti a stampare “libri con omicidio” di qualche sconosciuto vattelapesca l’importante è che nel cognome ci fosse almeno una “ö” o una “å”. E qualcuno ha pure trovato qualche Larsson (che non era nemmeno parente del suddetto Stieg Larsson, ma che importa: è svedese!). E così abbiamo in libreria volumi di 500 pagine scritti da un alce o da un’aringa affumicata (tutti svedesi doc) e il giallo è diventato un prodotto tipico locale da impilare ottimamente sulla scaffalatura del libreria Billy IKEA.
Pare che il segreto sia proprio nel gene degli svedesi. Grazie a secoli di acciughe in scatola e salame di granchio affumicato, il dna ariano-svedese ha prodotto una qualche alchimia per cui gli svedesi (e solo gli svedesi) riescono a scrivere ottimi gialli e soprattutto a vendere tanto.
Infondo a chi interesserebbe mai un giallista finlandese?
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martedì 27 luglio 2010
Ravennicoli si imbelletta

Nell’epoca della bellezza, dove l’aspetto conta più della sostanza, dove l'abito fa il monaco mentre il monaco va ad escort, poteva forse Ravennicoli rimanere un blog dalla grafica basica e poco accattivante? ... In realtà sì, avrebbe potuto benissimo, ma grazie a uno sforzo sovrumano intellettivo e psicologico e al supporto dell’amicografico Gianluca "Prestigious" Achilli ecco la nuova ed esaltante veste di Ravennicoli. Certo i testi rimangono sempre sulla stessa onda e pure la penna è sempre quella, ma cosa volete… una cosa alla volta! no?
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